A. M. A. - Arti Marziali Airolo

Un club in continua evoluzione

giovedì, 18 settembre 2014

Home
Il club
Orari
Lo stile
I.K.S
Raccolta foto
Calendario
Link amici
News

INTERSTILE KARATE SVIZZERA

PERCHÉ

INTERSTILE KARATE SVIZZERA?

Interstile perché nel programma tecnico sono integrati vari stili di Karate: Shotokan, Shito-Ryu, Goju-Ryu, Sankudo e il Nanbudo. 

Tracciamo una breve storia di questi stili.

 

Shotokan, Shito-Ryu e Goju-Ryu

La storia e l'evoluzione del karate sono molto complesse. L'analisi della storia dell'isola di Okinawa permette di comprendere come l'influenza cinese abbia formato quest'arte, che poi si è sviluppata sotto la dominazione giapponese.

L'arte marziale di Okinawa si è sviluppata come un'arte tenuta segreta, che per lungo tempo è stata il privilegio dei nobili prima di diffondersi ad altri strati della società, pur restando appannaggio di un numero ristretto di persone.

Nel secolo XV il re di Ryu-kyu, dopo aver elevato al rango di nobili gli antichi capi locali, proibisce di portare armi. Dopo aver invaso il paese, nel secolo XVII, i signori giapponesi di Satsuma mantennero l'interdizione delle armi istituita dal re di Ryu-kyu un secolo e mezzo prima e giunsero a stabilire saldamente il loro dominio sull'isola.

Integrato nel regime feudale giapponese, il sistema gerarchico di Ryu-kyu diventò più rigido. Venne stabilita una gerarchia interna che si diversificherà ancora in seguito: nobiltà in tre gradi, vassalli in due gradi, contadini in due gradi. L'arte del combattimento a mano nuda praticata dalla nobiltà sembra aver avuto più che altro il senso di una manifestazione simbolica del suo rango.

Tuttavia, nel corso dei secoli XVII e XVIII, i vassalli si impoverirono e una parte di questi si orientò, per sopravvivere, verso l'artigianato o il commercio e infine verso l'agricoltura. Si manifestò una mobilità sociale tra la classe dei vassalli e quella dei contadini, malgrado la gerarchia complessa e rigida esistente a Ryu-kyu. Possiamo pensare che, con questa mobilità sociale, l'arte dei nobili lentamente abbia penetrato gli altri strati sociali; lo testimonierebbe la comparsa di termini come "mano (te) dei vassalli", "mano degli artigiani", "mano dei contadini", avendo il termine "mano" (te) il significato di arte o di tecnica. In giapponese il termine “bushi” designava colui che apparteneva all'ordine dei guerrieri (samurai).

A Okinawa, dove la struttura sociale era diversa, questo termine assunse il significato di adepto di te, qualunque fosse la propria appartenenza di classe; di qui un certo numero di significati erronei nell'interpretazione dello status sociale degli adepti. Il termine shizoku designa in giapponese l'ordine dei guerrieri. Quando però si dice che maestri di karate, come G.Funakoshi, A. Itosu, S.B. Matsumura, ecc., appartenevano allo shizoku, il senso è differente.

In effetti a Okinawa, dove non esisteva un equivalente dell'ordine dei guerrieri giapponese, la cultura dell'ordine più alto, la nobiltà, era diversa; e il termine shizoku, introdotto dopo il secolo XVII, designava l'ordine dei vassalli intermedi tra i nobili e i contadini.

Poco per volta si formarono nei vari strati sociali delle reti di trasmissione essoterica dell'arte marziale. Questo dipendeva da una parte dal fatto che, da lunga data, quest'arte marziale veniva praticata segretamente nella cerchia ristretta dei nobili, dove era concepita come il segno di un privilegio, e dall'altra dal fatto che la dominazione di Satsuma controllava l'armamento della popolazione.

L'arte cinese del combattimento ha avuto un ruolo d'importanza primaria nella formazione del karate. Di fatto, il karate non avrebbe preso questa forma senza il contatto con l'arte cinese del combattimento, anche se fossero esistite già da prima a Okinawa, cosa non certa, tecniche di combattimento sufficientemente elaborate per servire da base alla creazione di un'arte del combattimento. Dai documenti storici disponibili si deduce che l'arte cinese del combattimento è stata introdotta a Okinawa attraverso tre canali complementari:

1) il contributo di viaggiatori venuti dalla Cina;

2) la trasmissione da parte dei nobili militari cinesi residenti nell'isola;

3) l'insegnamento da parte dei nativi di Okinava, che fecero viaggi in Cina in una fase successiva.

Le scuole di karate di Okinawa sono abitualmente suddivise in due grandi correnti: " Shorin" del maestro Anko Itosu e "Shorei" del maestro Kanruo Higaonna. La scuola Shorei mette l'accento sullo sviluppo della forza fisica e della potenza muscolare, mentre la scuola Shorin punta sulla velocità e la leggerezza.

Attualmente i principali stili di karate, praticati in tutto il mondo, sono:

area Shorei:      Goju Ryu, Shotokan;

area Shorin:      Shito Ryu, Wado Ryu

Sankudo

 

Spiegazione di base:

 

SAN         tre: per l'influenza dei tre stili che diedero origine allo stile Sankudo: Shotokan, Shito Ryu e Goju Ryu;

KU           unione , vuoto libertà: unione dei principi tecnici dei tre stili che hanno influenzato la base del Karate Sankudo;

DO           la via: è la pratica dell'arte del Karate secondo i principi filosofici tipici orientali e soprattutto giapponesi; il cammino che si deve intraprendere per praticare tutte le "Arti Marziali" al fine di migliorare l'individuo sia a livello fisico sia mentale.

 

Significato ideologico:

 

SAN    spirito                          Ki

            pensiero (l'anima)        Shiso

            corpo                          Karada

KU      unione dei tre principi per fonderli in uno solo

DO      la via da seguire per giungere alla comprensione più intima di se stessi.

 

Nanbudo

 

Il Nanbudo è l'evoluzione del Sankudo e del Sankukai. Il Maestro Yoshinao Nanbu, ritenendo che alcune arti marziali fossero troppo rigide, sentì la necessità di cercare qualcosa di nuovo. Così creò il Nanbudo, con il fine di armonizzare la pratica con l'universalità di tutte le cose. Nel simbolo dell'infinito e dell'universo, cioè il doppio cerchio, Nanbu ha trovato il concetto di schivata.

Il Nanbudo, oltre alla schivata semplice del Sankukai, utilizza altre parti del corpo per completare la stessa azione.

Il Nanbudo si basa sugli elementi della natura: il cielo, la terra, la luna, le forze naturali e gli animali. Il Nanbudo è la scuola di creazione dell'energia.

Parte integrante del Nanbudo è il Nanbu Taiso, una ginnastica respiratoria che supera il quadro ermetico di una semplice preparazione fisica in vista di un allenamento. E' una sinfonia di movimenti dolci, fluidi e a cerchio, che possono essere considerati come una educazione corporale completa. La ricchezza dei gesti permette di trovare un'altra dimensione

allo studio ed alla comprensione del nostro corpo.

Oltre alle figure codificate, vi sono esercizi volti alla liberazione, al risveglio e all'espressione delle pulsioni corporali sane, che accrescono l'equilibrio fisico e mentale. Dieci serie di movimenti ricalcano le immagini degli elementi della natura: l'onda, il vento, la roccia, il pino, l'airone, il serpente, il drago, la farfalla, la cascata, il sole.

L'identificazione dell'uomo con le cose che lo circondano è profondamente legata alla conoscenza della vita e gli permette di prendere coscienza che egli non è che un elemento dell'universo; questa conoscenza si riflette nelle sue aspirazioni più profonde e segrete. Tramite questa alleanza con le forze naturali, l'uomo si rigenera con energie che cambiano e rivitalizzano il suo corpo ed agiscono sulla sua psiche. Un altro elemento proprio di questa ginnastica è il ritmo respiratorio (che si ispira al movimento delle onde del mare). La canalizzazione dell'energia interna, provocata dalla contrazione del diaframma, fa nascere una piacevole sensazione rivitalizzante.

Il Nanbu Taiso, tramite questi semplici gesti, permette di ritrovare un contatto con la natura, che la frenetica vita quotidiana spesso ci fa dimenticare. Da questa pratica nasce un clima proprio alla comunione serena del corpo e dello spirito, basata sul reciproco rispetto nella scuola, in seno alla famiglia ed all'esterno.

 

Fatta questa premessa, ci sembra importante, per rispondere alla domanda posta all’inizio del paragrafo, sottolineare che la nostra scuola si propone di insegnare tecniche e aspetti degli stili sopraccitati, secondo i seguenti criteri:

 

dallo Shotokan abbiamo desunto lo spirito sportivo e l'aspetto da combattimento, che esprimono il senso più vero e profondo del karate Do (la via del karate e la sua filosofia);

 

dallo Shito-Ryu abbiamo derivato i Kata di base;

 

dal Goju-Ryu abbiamo preso i Kata di respirazione e superiori;

 

dal Sankudo abbiamo tratto le tecniche di base, quali: posizioni, pugni, calci,

Keiten (tecniche circolari), spazzate;

i Randori: tecniche di difesa e attacco applicate in coppia;

i Kata (forme di base);

 

dal Nanbudo gli esercizi ginnici e di respirazione (Taiso) e le cadute (Ukemi).

   

Home | Il club | Orari | Lo stile | I.K.S | Raccolta foto | Calendario | Link amici | News

Ultimo aggiornamento:  18-09-14
copyright: claudio ferrari - AMA Airolo